Beirut | Watching tower project

 

BEIRUT

 

Brama was called to design the watching tower in the Chouf Lebanese Cedar Forest.

The watching tower project represents a strategic opportunity to transform a project in an educational event: its an occasion to re-think the way in which we look at the world we live and the relationships between culture and physical contest.

This is the field of investigation we want work on with young students, local experts, teachers and the local community.

To perform these aims Italian Cooperation Office in Beirut and Brama, moving laboratory for the territorial project, during the first week ok March, will organize a workshop with a group of 30 students and a public event.

The workshop will be finalized to implement a ‘landscape project’: an articulated pathway throughout the multilayered contest of the Chouf Lebanese Cedar Forest.


We will investigate the cultural, social and historical dimension of the cedar, a tree that is the symbol of Lebanon. This experience will lead us to design the ‘watching’ tower : a tribute to this natural monument and a way to engage with it a new relationship.

We believe the project a participative process and its mysterious and unimaginable energies will be able to produce a more intense knowledge and consciousness of identity of the students, the citizens of tomorrow.

This is our aims, this is the most precious gift of the Italian tradition to the Mediterranean culture of the landscape.

01
La terra
L’orizzonte
Il cielo

L’esperienza di progettare una Watching Tower per la foresta dello Chouf è stata assunta come una ‘duplice’ opportunità: da un lato considerare il progetto non tanto come la produzione di un ‘oggetto’ destinato ad una utenza generica quanto piuttosto una esperienza di reciproca crescita tra progettista e utente,  dall’altro il disegno della watching tower è stata l’opportunità di uscire dallo “schema oggettuale” per entrare nella logica di un episodio – la creazione di oggetto – in grado di divenire un fatto in  grado di “strutturare” la fruizione dei luoghi enfatizzandone le peculiarità.

Il progetto, per come l’abbiamo impostato, è la traccia di un viaggio che ci porta dentro il cedro ed il suo habitat, in cui ciascuno si mette in gioco facendo della foresta una luogo vivo, una “cosa viva” della comunità che ne fruisce.

Il progetto della watching tower è divenuto così il progetto di un nuovo modo di fruire di un percorso. Una modalità articolata per cogliere gli elementi costitutivi del luogo: la terra, l’orizzonte ed il cielo. Tre momenti, esattamente come i tre laboratori che abbiamo sviluppato coi ragazzi!

Questa composizione di oggetti può essere auto-costruita, può essere replicata in ogni punto del parco, può diventare un landmark, un tratto distintivo, un episodio che segna una svolta nella fruizione della foresta dei cedri, un fatto urbano, una colonizzazione sapiente e delicata che cerca un nuovo rapporto col più pregiato elemento dell’ecosistema naturale e sociale del Libano!

Un’opportunità di crescita che si alimenterà della stessa ricchezza degli sguardi dei cittadini di domani.

Ed ecco la sintassi del progetto

Una terra rivisitata: il momento di ascolto e osservazione diretta del suolo.

Un orizzonte vissuto: una sosta per cogliere l’insieme di storie geologiche, umane e naturali.

Un cielo più grande: un pozzo di luce in cui recuperare la dimensione della verticalità.

Potremo cambiare il carattere dell’antropizzazione selvaggia cui è stato sottoposto il patrimonio naturale del Libano con una azione che cerchi proprio nella fruizione qualificata l’antidoto più efficace per evitare ulteriori erosioni?

Forse il problema non è tanto e solo quello di vietare, ma il suo complementare: educare.

Il progetto elaborato dal team di Brama ha proprio questo intento. Nasce e si sviluppa come il cedro, lentamente, ma guarda lontano e cerca occhi curiosi, capaci di vedere piccolo, tra le cose, per scoprire li tutta la ricchezza di un creato di cui abbiamo una responsabilità non delegabile: quello di consegnarlo a chi verrà con la stessa capacità di entusiasmarci e di arricchirci che esercitato su di noi. Anzi, con qualcosa in più: il segno consapevole del nostro passaggio.